ILL.mi Senatori della Repubblica Italiana

Milano, 20 novembre 2000

Ill.mi Senatori, tra pochi giorni sarà esaminata dalla VII Commissione Istruzione Pubblica la proposta di legge S4864, approvata in prima lettura dalla Camera dei Deputati in data 26 ottobre 2000.

Nella formulazione originaria tale p.d.l. contemplava una sanatoria per l’iscrizione

di migliaia di studenti ammessi ai corsi di laurea a numero programmato in seguito ad ordinanze interinali dei T.A.R., successivamente annullate dal Consiglio di Stato.

Nel corso del dibattito parlamentare (www.marcodebenedictis.com/doc/iter.htm) il predetto p.d.l. è stato modificato nel senso di permettere l’iscrizione degli studenti di cui sopra ad altri corsi di laurea, senza concedere sanatorie, garantendo tuttavia ai medesimi alcune agevolazioni, come l’iscrizione direttamente al secondo anno di un altro corso di laurea, il riconoscimento degli esami eventualmente sostenuti, il mantenimento dei benefici economici eventualmente maturati e del ritardo agli obblighi di leva.

Poiché mi risulta che alcuni Senatori sarebbero intenzionati a presentare, sia in Commissione sia in Aula, degli emendamenti che reintrodurrebbero la sanatoria già respinta dalla Camera dei Deputati, desidero sottoporre alla Vostra attenzione alcune considerazioni, a nome dell’Associazione Italiana Studenti in Odontoiatria (A.I.S.O.), di cui sono Rappresentante Nazionale.

L’A. I. S. O. si batte da diversi anni, venendo spesso ingiustamente tacciata

di corporativismo, per difendere il principio della programmazione degli accessi

al C.L.O.P.D. e per opporsi alle continue sanatorie, che sono il frutto dell’atteggiamento, o meglio della "predisposizione d’animo" della pubblica amministrazione e della classe politica italiane, ad ignorare in maniera sistematica e continuativa l’esistenza di normative comunitarie cogenti.

Alcuni corsi di laurea, tra cui il quello in Odontoiatria e Protesi dentaria (C.L.O.P.D.), sono, infatti, strettamente vincolati a precise direttive dell’Unione Europea che, disciplinando i curricula formativi degli studenti, impongono ai Paesi

membri dell’U.E. il raggiungimento di determinati standard qualitativi di preparazione.

Per quanto concerne nello specifico il C.L.O.P.D., le direttive U.E. 686/78 e 687/78 operano il coordinamento delle disposizioni legislative regolamentari ed amministrative per lo svolgimento dell’attività di dentista ed il conseguente reciproco riconoscimento dei diplomi di laurea e di specializzazione, al fine di armonizzare in tutti i Paesi membri l’attività di dentista.

Con l’emanazione del D.P.R. 135/80, è stato istituito in Italia, in applicazione delle norme comunitarie, il corso di laurea in Odontoiatria, abilitante all'esercizio della professione sanitaria di dentista, con la previsione dettagliata delle materie da impartire, dei criteri e dei cicli di insegnamento e, soprattutto, con la indefettibile garanzia e necessità di una adeguata esperienza clinica acquisita sotto il controllo dei docenti (DPR 135/80, L. 47/84, Direttive UEE 686 e 687 del 1978 e Art. 10 Costituzione Italiana, L. 264/99). Ciò viene perseguito tramite la frequenza obbligatoria ai corsi e l’obbligo del tirocinio pratico continuativo, con assistenza didattica adeguata al numero degli studenti.

Per realizzare queste condizioni e per garantire la concreta applicazione di tali normative, è stata legislativamente sancita la programmazione dei posti disponibili in relazione alle strutture cliniche e didattiche esistenti nelle singole Università (D.P.R. 135/80, D.M. 245/97, legge 264/99).

Le svariate migliaia di ricorsi accolti dai Tribunali Amministrativi Regionali hanno provocato un totale e generale sfondamento del numero programmato, arrivando a consentire l’iscrizione nelle singole sedi di un numero di studenti anche quattro o cinque volte superiore a quello massimo consentibile per garantire una corretta didattica.

Ciò ha comportato e comporta :

La situazione qui delineata non è uno scenario remoto, ma è l’illustrazione dello stato in cui versa l’odontoiatria in Italia.

Come studente iscritto al V anno del C.L.O.P.D. di Milano e come Rappresentante A.I.S.O., mi risulta che nella stragrande maggioranza dei C.L.O.P.D. italiani gli studenti non ricevono assolutamente un'istruzione conforme alle direttive U.E.: l’"Advisory Committee on training of Dental Practitioner" (www.marcodebenedictis.com/doc/competent.htm e www.marcodebenedictis.com/doc/core.htm  ), organismo ufficiale creato dall’U.E. ai sensi della direttiva europea 689/78, raccomanda un tirocinio clinico pre-laurea di 3700 ore, svolto dallo studente come primo operatore; ebbene, in quasi tutti i C.L.O.P.D. italiani non si raggiungono 300 ore di tirocinio.

Un’indagine effettuata dalla nostra Associazione nel 1992 accertò che in 12 sedi universitarie su 30 non risultava svolto alcun tirocinio clinico (www.marcodebenedictis.com/doc/docandi.jpg ) in netto contrasto con il D.P.R. 135/80 e con le direttive europee 686 e 687/1978 e L. 47/84.

Le certificazioni di conformità alle Direttive U.E. rilasciate dalle Autorità accademiche ai laureati in Odontoiatria che ne fanno richiesta sono perciò da considerarsi non rispondenti al vero, in quanto emesse senza i necessari presupposti, codificati dalle direttive stesse.

L’A.I.S.O. ritiene che il Parlamento Italiano debba considerare con estrema attenzione i problemi connessi alla mancata programmazione degli accessi alle Facoltà mediche, sia per evitare l’insorgere di contenziosi con l’Unione Europea, dato che, si ribadisce, l’attuale formazione odontoiatrica in Italia non risponde ai criteri stabiliti dall'Unione stessa, sia per tutelare la salute dei cittadini, che sarebbe seriamente danneggiata dalla mancata formazione culturale teorico-pratica degli operatori sanitari.

Le sanatorie approvate lo scorso anno per i ricorrenti al T.A.R.  (legge 4/99, art. 1, comma 13; legge 264/99, art. 5)  hanno già prodotto effetti devastanti su un corso di laurea che, per realizzare gli scopi che si prefigge, necessita di una programmazione degli studenti in relazione alle strutture didattiche, cliniche e soprattutto al personale docente e tecnico: per una proficua didattica si considera ottimale un rapporto docenti - discenti di 1 : 2 ma  a causa dei ricorsi e delle sanatorie, il C.L.O.P.D. milanese "vanta" un rapporto di 1 : 49.

Una nuova sanatoria non potrebbe fare altro che aggravare pesantemente la situazione già drammatica dei corsi di laurea in Odontoiatria italiani.

I provvedimenti legislativi di sanatoria appaiono inoltre profondamente iniqui

e costituzionalmente illegittimi:

Il ricorso al T.A.R. non si conclude infatti con l’emanazione della sospensiva, che è soltanto un provvedimento temporaneo; le sentenze di merito dei T.A.R. molto spesso respingono i ricorsi (si vedano, ad esempio le sentenze del T.A.R. Lazio n° 7139/00 e seguenti) ed anche il Consiglio di Stato, da quando la sentenza 383/98 della Corte Costituzionale ha dichiarato legittima la programmazione degli accessi ad alcuni corsi di laurea, ci risulta abbia annullato tutti i provvedimenti interinali dei T.A.R..

Non avrebbe senso una cosiddetta "sanatoria di merito", in quanto il fatto che alcuni studenti abbiano potuto sostenere o superare degli esami non comporta alcun diritto acquisito in merito all’iscrizione, perché tutte le Università italiane, in base ad una normativa [Art. 6 Regolamento Studenti del M.U.R.S.T. (www.murst.it)  - Regio Decreto N° 1269 del 4/6/1938]  che risale a molti decenni or sono ma tuttora vigente, consentono agli studenti iscritti ad un qualsiasi corso di laurea di sostenere due esami all'anno di un altro corso di laurea.

Qualora venisse approvata una sanatoria per gli studenti ricorrenti che hanno superato due esami, è evidente che chiunque, anche in futuro, potrebbe reclamare, in base al principio per cui basta sostenere due esami per  iscriversi, l’iscrizione ad un corso di laurea a numero programmato senza aver preventivamente superato l’esame di ammissione.

Che fine farebbe allora la programmazione degli accessi sancita dalla legge 264/99, indispensabile per ottemperare alle direttive dell'Unione Europea?

Occorre poi considerare che, in virtù del fatto che il Consiglio di Stato ha rigettato

le sospensive dei T.A.R. fin dal mese di febbraio, alcune Università hanno annullato

le iscrizioni con riserva da molti mesi, altre da poche settimane, per cui alcuni studenti ricorrenti hanno potuto sostenere gli esami, altri no: che senso avrebbe differenziare soggetti che si trovano nella medesima condizione giuridica per essere perdenti ai test di accesso al CLOPD?

Vi rivolgo pertanto un accorato appello, affinché venga respinta ogni nuova proposta di sanatoria, al fine di salvaguardare la meritocrazia (Art. 33 e 34 Costituzione italiana) e, soprattutto, la qualità della formazione universitaria dei futuri operatori sanitari, presupposto indispensabile per la tutela della salute del cittadino italiano (Art. 32 Costituzione Italiana).

Restando a Vostra completa disposizione per ogni chiarimento, anche in merito all’attuale situazione dei corsi di laurea in Odontoiatria italiani, colgo l’occasione per porgerVi, a nome dell’A.I.S.O., i miei più sinceri saluti.

                                                     Paolo Marciandi

         

Paolo Marciandi

E-mail: pmarciandi@hotmail.com

Membro del C.E. Nazionale A.I.S.O.

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