Anche quest'anno i problemi per gli studenti in Odontoiatria non accennano a diminuire.

Negli ultimi 2 anni le sospensive dei TAR, in attesa delle sentenze definitive, hanno stravolto l'organigramma di molti Corsi di Laurea in Odontoiatria imponendo l'iscrizione, in alcuni casi, di un numero di matricole 3-5 volte superiore a quello previsto per legge, in aperta violazione dei DPR 135/80 e successivi (es. 1154/81) e quindi degli art. 3, 54, 87, 89, 134, 136 della Costituzione Italiana e delle Direttive Europee 686-687/78.

Da un lato gli Atenei ed il M.U.R.S.T. hanno cercato di fronteggiare la situazione creando dei Corsi accessori o potenziando quelli preesistenti onde garantire la preparazione tecnico - clinica che un odontoiatra deve aver acquisito al termine degli studi, dall'altro, in alcuni casi, talune Università si sono opposte davanti ai TAR a tali provvedimenti interinali e a volte ne hanno determinato l'annullamento.

Molte sembra siano state le sospensive conferite oltre i 60 giorni dall'esito degli esami di ammissione al Corso di Laurea in Odontoiatria ed annullate per tale motivo e molte sembra siano state quelle attribuite a soggetti che non si erano neanche degnati di presentarsi alle prove previste per legge (D.P.R.135/80 e successivi) e ribadite anche con D.M. 245 del 21/7/97 dell'On. Berlinguer.

Tutta questa situazione ha determinato, di fatto, una riduzione dei posti disponibili nell'a.a. 1996/97 da 904, agli attuali (a.a. 1998/99) 584 di cui 567 per studenti italiani ed extraeuropei residenti in Italia e 17 per extraeuropei (Maria Carla De Cesari - Sole 24 Ore del 13/6/98) con una riduzione sostanziale dei posti a concorso pari al 35,39%.

Tale condizione ha, di fatto, causato un danno ai neodiplomati che si sono visti ridurre le probabilità di accesso al Corso in Odontoiatria, ed al tempo stesso il mancato rispetto delle Direttive Europee sembra abbia determinato una multa di circa 360 milioni al giorno che secondo il legale dell'A.I.S.O.,

avv. Guido Battagliese, avrebbe finora comportato una multa complessiva all'Italia di 10.000-20.000 miliardi.

A ciò purtroppo si aggiungono i fondi stanziati dal M.U.R.S.T. per il potenziamento dei corsi e/o per dei corsi accessori, che mi risulta ad es. per l'Ateneo barese si aggirino in un solo anno a circa 400 milioni.

E' facile comprendere che questi corsi in 2 anni siano costati miliardi, forse decine di miliardi, anche se per es. dei 100 milioni promessi all'Ateneo Parmense almeno sino al Maggio 98 pare ne fossero giunti dal M.U.R.S.T. solo 5.

Sarà per questo che le tasse d'iscrizione ad Odontoiatria a Parma sono passate da meno di 2 milioni dell'a.a. 96/97 a 3.150.000 dell'a.a. 97/98 con un aumento di oltre 1.150.000 e quindi con un presumibile aumento di introito per le casse universitarie di circa 100 milioni ?

In questa deprecabile situazione viene ad aggiungersi il progetto di riduzione dei Corsi di Laurea in Odontoiatria perché si dice costino troppo, senza pensare al disastro economico finora determinato e sopra descritto in seguito al mancato rispetto dei DPR 135/80 e successive normative.

E' cosi che si dice debba chiudere Ferrara e forse Modena o Parma o addirittura c'è chi ha ipotizzato la chiusura di tutte e 3 le sedi per trasferire tutto a Bologna, sicché lo studente che economicamente non potesse permettersi di risiedere fuori sede dovrebbe inevitabilmente rinunciare ad iscriversi ad Odontoiatria, ...bel senso di giustizia e di solidarietà verso il cittadino!!!.

Eppure l'Università Statale è foraggiata con le tasse di tutti i Cittadini, non ha quindi per fine l'unico scopo di essere in paro con i bilanci ma svolge altresì un'opera sociale e culturale dalla quale non può esimersi e quindi come spiegare a quella numerosissima schiera di famiglie che ambirebbero vedere il proprio figlio Odontoiatra dopo aver superato i test di ammissione, gli esami ed aver discusso la tesi che d'ora in avanti dovranno sostenere spese di 15-30 milioni annui per mantenere il figlio agli studi ?

Le tasse dei Cittadini di Ferrara, o di Modena o di Parma son forse diverse da quelle di Bologna o di qualsiasi altra sede in cui esista ed avrà a permanere il Corso di Laurea in Odontoiatria (CCLOPD) dopo tale riduzione di CCLOPD?

Non sarebbe invece più logico e sensato non continuare a gettare denaro pubblico per studenti che in base alle normative tuttora vigenti non avrebbero avuto titolo ad iscriversi ad Odontoiatria?

Non sarebbe più giusto ed equo che la Corte dei Conti recuperasse il denaro speso in multe e in lezioni individuando i colpevoli del mancato rispetto delle vigenti leggi e normative ?

Con tutti i soldi che in questo modo si potrebbero recuperare non vi sarebbe necessità alcuna di chiudere i Corsi di Laurea in Odontoiatria mentre se ne potrebbe migliorare la qualità ed eventualmente disciplinare l'accesso insieme all'A.N.D.I., all'A.I.O. ed all'Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri, nel rispetto delle Direttive Europee 686-687/78, definendo il numero delle matricole in rapporto all'effettivo fabbisogno del territorio.

Il Consigliere Culturale della Sede A.I.S.O. di Parma e Rappresentante degli Studenti del CCLOPD di Parma

Marco De Benedictis markdeb@tin.it

Ps.

Si tenga inoltre presente che la chiusura del Corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria determina altresì la chiusura dell'omonima Clinica Universitaria che di norma gestisce in

Italia i pazienti meno abbienti.

Vi sono poi patologie orali la cui gravità richiede il ricovero in Clinica Universitaria per cui

è facile comprendere che la chiusura del Corso di laurea in Odontoiatria non ha solo risvolti economico - socio - culturali ma anche socio - sanitario - assistenziali potendosi in ciò

probabilmente ravvisare altresì la violazione degli Art. 9, 32 della Costituzione Italiana.



[torna alla pagina principale]