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18 dei Lavoratori – Riforme Pensionistiche e Fiscali, il mio pensiero
Viste
le difficoltà insorte avanti la proposta di riforma dell’Art. 18 dei lavoratori,
con l’opposizione delle 3 più grandi Associazioni Sindacali, CGIL, CISL, UIL,
forse si potrebbe trovare un accordo che anche ad esse potrebbe andare bene,
se si elevasse da 2 a 5 o 10 anni, la retribuzione da pagarsi al lavoratore
licenziato senza giusta causa.
In questo modo infatti si
otterrebbero 2 effetti:
a) in 5 o 10 anni il lavoratore avrebbe maggiori probabilità
di essere assunto altrove, di quanto non possa avvenire in 2 anni
b) il datore di lavoro sarebbe maggiormente scoraggiato economicamente
ad attuare licenziamenti senza giusta causa.
Il vantaggio per altro vi sarebbe anche per il datore di lavoro, il quale per
incompatibilità con il dipendente, potrebbe licenziarlo senza giusta causa,
indennizzandolo economicamente, senza doverlo sopportare sino alla fine dell’iter
lavorativo.
In questo modo il timore di assumere da parte di certi imprenditori dovrebbe
sensibilmente ridursi, con nuova occupazione ed al contempo il lavoratore non
sarebbe completamente in balia dei cambiamenti di umore del proprio datore di
lavoro, che certamente di fronte ad una buona uscita indennizzante pari a 5
o 10 annualità, rifletterebbe di più di quanto non farebbe se le indennità da
corrispondersi fossero solo 2.
A fianco a questa normativa, tuttavia, si dovrebbero disporre altresì l’abrogazione
dei limiti di età per certi contratti di assunzione attualmente vigenti e riservati
esclusivamente ai giovani, questo al fine di non creare distorsioni del mercato
che possano consigliare l’assunzione di un giovane rispetto ad un soggetto licenziato,
per questioni di fiscalità.
Sarebbe inoltre opportuno che tutti gli stipendi dei lavoratori dipendenti,
di privato e pubblico impiego, fossero rapportati percentualmente agli stipendi
dei parlamentari nazionali o meglio ancora europei, sicchè i sindacati che volessero
determinare un aumento del salario o stipendio di quella categoria, si riferissero
percentualmente solo allo stipendio dei nostri Rappresentanti. In questo modo
si dovrebbe così prevedere l’aumento diretto, di tutti i salari e stipendi dei
lavoratori, allorché i parlamentari se lo aumentassero, con un sistema analogo
a quello già esistente per gli stipendi dei magistrati, che aumenta all’aumentare
di quello dei parlamentari italiani.
L’ideale, per altro a mio avviso, sarebbe livellare per categorie, i salari
e stipendi dei lavoratori europei onde ad es. un medico italiano percepisca
la stessa quantità di € in Italia, Francia, Germania ecc… e ciò si potrebbe
attuare livellando gli stipendi al livello più alto retribuito in ambito CEE
per poi rapportarlo successivamente % allo stipendio del Parlamentare Europeo;
chiaramente i governi nazionali dovrebbero attuare anche la stessa politica
fiscale, onde al netto delle imposte non vi fossero divari troppo ampli tra
stessi lavoratori di nazioni differenti.
L’emersione del lavoro nero, credo si possa attuare facilmente con l’attuazione
della seguente normativa “ ogni datore di lavoro può porre in regola il proprio
lavoratore entro un mese dalla pubblicazione della presente legge sulla gazzetta
ufficiale, usufruendo delle normative ultimamente varate dal Governo Berlusconi
in materia, trascorso tale limite di tempo, la mancata regolarizzazione potrà
comportare ammende da definirsi concordemente tra parti sociali e Governo, sino
alla cessione coattiva dell’azienda ai dipendenti allorquando tra essi, allo
scadere del mese dalla pubblicazione in gazz.uff. , vi fosse un numero di lavoratori
in nero maggiore od uguale al 10% di tutti i dipendenti regolari dell’azienda.
Per quanto attiene la fiscalità e l’ordine pubblico, l’utilizzo di bancomat,
carte di credito od assegni, al posto del contante, anche per piccoli acquisti,
consentirebbe alla GdF ed organi preposti di seguire i flussi di capitali, bloccando
quelli illeciti e consentendo una più equa e meglio distribuita azione fiscale.
A tutti si dovrebbe riconoscere il diritto di acquisto/affitto di una casa,
mobilio ed auto decurtando interamente nell’arco degli anni i costi interamente
sostenuti per tali beni ed a tutti inoltre si dovrebbe riconoscere un bonus
fiscale per le vacanze in Italia ed allorquando l’integrazione europea riguardasse
anche la fiscalità, in ogni paese aderente all’euro od alla UE.
Il vantaggio per lo Stato si tradurrebbe:
a) minore o totale assenza di evasione fiscale
b) riduzione drastica di ogni attività illecita, giacchè spariti
i contanti dalla circolazione, il pagamento tramite sistema bancario, consentirebbe
più facilmente l’individuazione dei responsabili di reati od illeciti amministrativi.
c) Miglior tenore di vita per i Cittadini
Particolare attenzione andrebbe inoltre riservata alle case, infatti se un mutuo
per l’acquisto della prima casa (80-120 mq), dovrebbe, a mio avviso, essere
interamente decurtato dal cittadino, analogamente, l’affitto per la casa di
abitazione principale dovrebbe essere interamente decurtato dall’imponibile,
spostando l’azione fiscale sull’affittuario, al quale si dovrebbe riconoscere
un abbattimento d’imposta per i costi di manutenzione che ogni immobile richiede
annualmente, costi questi che andrebbero fiscalizzati in toto ad idraulici,
carpentieri ecc… che provvedessero a migliorie od a manutenzioni.
Marco De Benedictis
www.marcodebenedictis.com